Peck Milano

Via Spadari 9, Milano – Tel: 02/8023161

I seguaci della religione del Ben Mangiare e del Ben Bere si ritrovano a officiare i loro riti in luoghi di culto ben precisi. A Milano, uno degli storici templi del Gusto è Peck: qui la liturgia della gola si rinnova quotidianamente dal 1883. Tre sono le aree funzionali in cui sono divisi i 3300 mq che ospitano il santuario l’esercizio: la cantina al piano sotterraneo, la gastronomia a livello della strada e il bar al primo piano.

Partiamo dagli inferi. Pur capendo di enologia il nulla al cubo – come all’incirca i sottoscritti – è  impossibile non rimanere ammaliati per l’incredibile quantità di bottiglie (si parla di 5000 etichette) dai nomi altisonanti esposte in modo très charmant con le luci giuste al giusto posto. Penne più esperte in materia dicono che l’assortimento, pur non brillando per originalità, sia di valore assoluto. Dicono anche che i prezzi siano, contrariamente ad ogni aspettativa, piuttosto misurati.

Per chi vive il vino solamente come un complemento a pane e companatico, la terra promessa di matrice Peck alberga però al pian terreno. Qui trova spazio il meglio del meglio del mangiare italico, il rischio sindrome di Stendhal è concreto per varietà, quantità e qualità dell’offerta. Lasciano senza fiato soprattutto l’angolo della salumeria, quello dei formaggi e quello dei dolci. Non molto da meno è tutto il resto. Sontuosa la gamma di aceti e oli extra-vergine (tra cui segnaliamo il celebrato Pianogrillo); le file ordinate di conserve e sottoli suscitano salivazione extra alla sola vista. Carne, pesce, frutta, verdura, pasta, riso, pane: tutto qui è nella sua veste (estetica e sostanziale) migliore. Una citazione la merita pure l’incredibile miriade di piatti pronti preparati a getto continuo dai cuochi nella enorme cucina che si scorge dietro i banconi.

Come si conviene per un posto del genere, non mancano le specialità gourmet più pregiate, in vendita a prezzi da svenimento. Basti dire che il tartufo bianco d’Alba veniva, ad inizio novembre, 600 euro l’etto, più del doppio rispetto alla sua quotazione del 2010. Per un assaggio (75 grammi) di foie gras tartufato mettete in conto una cinquantina di euro e, anche per i porcini, la spesa è elevatissima. In realtà, da Peck, quasi nulla è acquistabile dai comuni mortali senza accendere un mutuo: a titolo d’esempio diciamo solo che il pane costa tra i 7 e gli 11 euro al chilo, gli scampi 220 euro al chilo, 650 grammi di carciofini sottolio 80 euro.

Per fortuna a molti adepti della religione del Ben Mangiare basta rifarsi gli occhi ogni tanto. E poi c’è sempre la fede. La speranza che prima o poi il loro portafogli sarà talmente gonfio da consentirgli di fare una vera spesa coi fiocchi da Peck.

Bello il sito (peck.it) dove acquistare online buona parte delle bontà che si trovano in negozio.

Foodometro™
In
: qualità eccezionale e presentazioni lussuose.

Out: prezzi stratosferici.
Santuario della buona cucina inaccessibile senza finanze consistenti. 7

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