Corso Garibaldi 40, Milano – Tel: 02/8690321
Lungo corso Garibaldi, una zona di Milano diventata negli anni rifugio di vip o presunti tali, non è semplice trovare un ristorante che non sia il solito locale di design, super trendy e senz’anima. Per fortuna, dietro una minuscola e seminascosta vetrina, si cela l’Osteria dei Poeti, una trattoria famigliare piuttosto ruspante, dove poter mangiare qualcosa senza spendere una fortuna e, oltretutto, con buona soddisfazione del palato.
La sala del ristorante è lunga e stretta, con tavoli molto semplici apparecchiati con tovaglia e tovaglioli rigorosamente di carta. I posti a sedere (40 circa in tutto) non sono certo comodissimi né spaziosi – soprattutto quelli vicini all’ingresso. Leggendo il menù si può facilmente intuire la provenienza dei due gestori, Riccardo e Silvana, un romagnolo e una piacentina uniti sotto lo stesso tetto. In realtà la cucina ospita anche numerose (forse addirittura troppe) divagazioni rispetto alle tradizioni di questi luoghi d’Italia, con il rischio di confondere le idee alla clientela.
Partendo dagli antipasti (8 euro) consigliamo di scegliere fra il vasto assortimento di salumi, tutti accompagnati da una buona piadina fatta in casa. Personalmente abbiamo scelto il misto cinghiale, con un ottimo salamino e dei più modesti salame e capocollo. I vegetariani possono scegliere sempre la piadina, ma accompagnata da verdure miste, scquacquerone e rucola o un’azzardata mostarda di frutta.
Se la fame non è molta e vi è sufficiente fermarvi ad un solo piatto, il menù piadina (12.50 euro) è perfetto. L’unico difetto è che la bontà della piada si scontra con alcuni ingredienti di accompagnamento non di certo sopraffini: lo scquacqurone non ci sembra troppo differente da quello che acquistiamo al supermercato; le verdure hanno ben poco a che fare con le erbette che ci è capitato di mangiare, per esempio, nelle Marche. Considerando il basso prezzo, tuttavia, il menù è più che accettabile. Anche perché i salumi sono di discreta/buona qualità e l’abbondanza non difetta.
Tornando alle scelta dalla carta, l’offerta dei primi è a dir poco ampia. Tutti sono offerti a 9 euro e si possono abbinare al condimento che più si preferisce. Per quanto riguarda le paste si può optare per gli strozzapreti, gli spaghetti alla chitarra, i paccheri o le pezzole e condirli con il classico ragù, la n’duja (salame piccante calabrese) o con l’abbinamento forse più tipico, formaggio di fossa e pepe (1.50 euro in più). Noi abbiamo optato per quest’ultimo abbinato alle pezzole, ma il risultato non è stato per noi entusiasmante. Il formaggio si sentiva a malapena e la pasta, seppur fatta in casa, rimaneva troppo molliccia. Non un piatto tremendo ma senz’altro non indimenticabile.
Per quanto riguarda i secondi (circa 11 euro) trionfa la carne ed in particolare la tagliata e la cotoletta in tutte le versioni esistenti, altrimenti si può scegliere fra numerosi formaggi diversi (circa 9 euro).I dolci, che fanno bella di mostra di sé nella vetrina all’ingresso, sono quelli classici della tradizione italiana, tutti rigorosamente fatti in casa. Sorpresa amara al momento degli ammazzacaffè, che si sono rivelati ben più cari del previsto (4.50 euro per una grappa o un Braulio).
Nel complesso potremmo dire che l’Osteria dei Poeti è sicuramente una mosca bianco fra i locali della zona in quanto a umanità e prezzi. Per quello che riguarda il cibo ci potrebbero essere sicuramente dei miglioramenti, magari cassando le troppe divagazioni regionali e dando un’impronta più chiara alla provenienza della cucina.
Foodometro™
•Cucina: semplice e tradizionale. 6.5
•Ambiente: da trattoria anni ’70. 6.5
•Servizio: gentile, senza particolari note di merito. 6.5
•Da Non Perdere: menù piadina
•Da Evitare: primi non eccezionali
•Prezzo: circa 25-30 euro a testa. Onestissimo.
•Giudizio Finale: una classica osteria di paese nel cuore della Milano più fighetta. 6.5
Federica Pallavicini
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